La Socievolezza nei Gruppi: Tra Conflitto, Superficialità e Democrazia Deliberativa. Una reinterpretazione attuale di Simmel.




Molti gruppi di comunicazione, come ad esempio i gruppi WhatsApp tra colleghi di lavoro, tendono a mantenere le interazioni su argomenti leggeri e spesso apparentemente assurdi, che rientrano nel concetto di "socievolezza" descritto da Simmel. 

Vi porto in esempi che mi riguarda, tra i dipendenti della filiale di Crotone, abbiamo un gruppo WhatsApp chiamato "Crotone solo cazzeggio," dedicato esclusivamente a comunicazioni leggere e scherzose, senza spazio per discussioni serie. Quando mi sono trasferito nella nuova filiale dove attualmente lavoro, sono stato inserito anche nel loro gruppo, che segue lo stesso principio: solo argomenti leggeri. Una volta, infatti, mentre stavo parlando di geopolitica, i colleghi hanno scherzato, sottolineando che il gruppo è riservato a discorsi simpatici e non a questioni serie.


Simmel descriverebbe questo tipo di relazione sociale come  socievolezza, una forma di interazione sociale fine a se stessa, tipica dei piccoli gruppi, dove le persone discutono di argomenti leggeri e senza un obiettivo pratico, per il semplice piacere dello stare insieme.

Una possibile causa di questo fenomeno potrebbe essere la volontà di ridurre i conflitti: molte persone, quando si trovano di fronte a opinioni divergenti o discussioni su argomenti complessi, preferiscono evitare il rischio di scontri e incomprensioni. Discutere di temi leggeri consente di mantenere l'armonia nel gruppo. Inoltre, un'altra ragione potrebbe risiedere nella dissonanza cognitiva. Quando le persone affrontano discussioni che mettono in discussione le loro convinzioni, possono provare disagio, risentimento o disturbo. Per evitare queste sensazioni, preferiscono interazioni superficiali che non richiedono di confrontarsi con questioni che potrebbero minare le proprie idee o convinzioni.

Un ulteriore fattore da considerare è la "spirale del silenzio," un concetto elaborato dalla sociologa Elisabeth Noelle-Neumann. Secondo questa teoria, le persone tendono a rimanere in silenzio su argomenti su cui sentono di essere in minoranza per evitare l'isolamento o il giudizio negativo. In contesti di gruppo, questa dinamica potrebbe portare a evitare discussioni più profonde o controverse, perché chi si trova in disaccordo con l'opinione prevalente preferisce non esprimersi. Di conseguenza, il gruppo finisce per mantenere la conversazione su argomenti leggeri o di poco conto, consolidando ulteriormente la tendenza alla socievolezza.

Un'altra causa importante potrebbe risiedere nell'influenza dei social network, che hanno profondamente modificato il modo in cui le persone comunicano, si informano e condividono i propri ricordi. I social media hanno favorito un consumo veloce, superficiale e spesso effimero della comunicazione e delle esperienze personali, promuovendo uno stile di interazione che privilegia la brevità e la leggerezza. Questo ha contribuito a creare una "memoria leggera," dove le esperienze vengono condivise in modo rapido e consumate altrettanto velocemente, senza grande profondità o riflessione. Di conseguenza, questo atteggiamento tende a riflettersi anche nelle interazioni di gruppo, dove le persone sono abituate a comunicare in modo rapido e superficiale, evitando argomenti impegnativi che richiederebbero un maggiore investimento di tempo e riflessione.

Questa dinamica, tuttavia, può avere conseguenze negative se considerata alla luce delle teorie della democrazia deliberativa di Jürgen Habermas. Habermas sostiene che le condizioni ideali per il discorso democratico richiedono interazioni caratterizzate da razionalità, apertura e impegno verso la comprensione reciproca, dove tutti i partecipanti possono esprimersi liberamente e senza timore di essere messi a tacere. Un comportamento sociale volto esclusivamente alla socievolezza superficiale mina queste condizioni, in quanto impedisce lo sviluppo di un dialogo profondo e costruttivo che è essenziale per la democrazia deliberativa. Se da una parte la socievolezza può essere utile per favorire l'aggregazione sociale e la coesione, dall'altra, un'eccessiva enfasi su argomenti leggeri o insignificanti rischia di soffocare il dibattito critico e l'analisi ragionata necessari per affrontare temi importanti nella società.

In questo senso, sebbene la socievolezza possa svolgere una funzione positiva nel creare legami sociali, un abuso di questa tendenza può danneggiare il processo democratico, limitando la capacità delle persone di impegnarsi in discussioni significative e deliberazioni collettive. La democrazia richiede un equilibrio tra il piacere delle interazioni sociali leggere e la necessità di affrontare le questioni più complesse che riguardano il bene comune.

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