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Il machete che non esiste

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Una premessa che è già metà dell’analisi: l’episodio raccontato in quel post non è mai accaduto. Nessun uomo armato di machete ha ferito cinque musulmani a Edimburgo. Non esiste alcuna traccia di un evento simile presso BBC, The Scotsman , The Guardian o le agenzie internazionali, che di un fatto del genere avrebbero fatto un’apertura. L’immagine a sinistra — l’uomo a torso nudo con l’arma — presenta gli artefatti tipici della generazione tramite intelligenza artificiale: anatomia esasperata, illuminazione innaturale, bordi e presa incoerenti. La foto a destra è un generico fermo di polizia, reale ma decontestualizzato. L’accostamento è una fabbricazione costruita ad arte. Eppure il post funziona. Ha i suoi like, le sue condivisioni, la sua cornice esultante: “Lepanto… cresce… ovvio…”, “Ecco poi che succede…”. Ed è precisamente questo — che funzioni pur essendo falso — il fenomeno che merita di essere analizzato. Perché se l’episodio fosse stato vero, ci troveremmo a discutere d...

Tre territori distinti, tre destini diversi

Tre momenti, tre luoghi, lo stesso Paese. Il 23 febbraio 2026, nelle campagne di Modena, la Guardia di Finanza arresta un caporale pakistano che da mesi sfruttava otto braccianti connazionali: paghe ridotte, sette giorni su sette, un capannone come dormitorio. In pochi giorni l'indagine è chiusa. Nessun morto. Il 1° giugno 2026, su una strada statale calabrese, quattro braccianti vengono bruciati vivi in un minivan. Tre afghani, un pakistano. Li hanno uccisi due caporali pakistani perché avevano osato chiedere un contratto regolare. Un solo sopravvissuto. Il 3 giugno 2026, Lara Calvani della Flai-CGIL Torino racconta storie che non finiscono sui giornali: Malik, un bengalese di venticinque anni, picchiato a bastonate e frustate quando ha chiesto gli arretrati; Jean e Moussa, subsahariani lasciati senza luce, acqua e riscaldamento il 23 dicembre; Amadi, un senegalese di cinquantotto anni che perde un dito in un macchinario difettoso dopo due anni di turni da dodici ore. ...
Il Sud non si svuota, viene svuotato — Orizzonti SocioPolitici Orizzonti SocioPolitici Analisi · Economia politica del territorio 22 giugno 2026 Mercato del lavoro · Mezzogiorno Il Sud non si svuota, viene svuotato L'economia politica dell'emigrazione giovanile: non un esodo ineluttabile, ma un fallimento di mercato misurabile. Daniele Senatore · Orizzonti SocioPolitici In sintesi Tra il 2019 e il 2026 il Mezzogiorno ha perso oltre 313mila under 35; Crotone segna −12,1%. La lettura fatalista — «al Sud non c'è lavoro» — descrive un sintomo, non la causa. Tre meccanismi di economia politica spiegano il drenaggio: il potere di monopsonio che scollega il salario dalla produttività, il moltiplicatore che trasforma i bassi salari in domanda depressa, e il trasferimento netto di capitale umano verso il Nord. La leva di policy non è il sussidio, ma la condizionalità sociale sul...

Tipi di candidati e tipi di discorsi nella competizione elettorale locale

Tipi di candidati e tipi di discorsi nella competizione elettorale locale Tipi di candidati e tipi di discorsi nella competizione elettorale locale Una tassonomia sociologica della credibilità elettorale Orizzonti SocioPolitici — Working Paper Series · Sociologia Politica e Comunicazione Elettorale Daniele Senatore · 2026 Abstract L'analisi della comunicazione politica locale tende a confondere due piani che la sociologia ha invece interesse a separare: chi è il candidato e come costruisce il proprio discorso. Questo contributo propone una doppia tassonomia ideal-tipica — una dei tipi di candidato , ordinati lungo gli assi della posizione nel campo e del capitale personale; una dei tipi di discorso , ordinati lungo gli assi della cornice interpretativa e del grado di ancoraggio del significante. La tesi è che i due piani siano correlati ma non coincidenti, e che proprio lo scarto fra posizione strutturale e forma comunicativa cos...

Quattro milioni di euro e nessuna rivoluzione: il limite della mobilità sostenibile a Crotone

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Quattro milioni per la mobilità sostenibile a Crotone: un buon annuncio, non ancora una soluzione Categoria: Politiche Urbane · Territorio · Crotone Quattro milioni per la mobilità sostenibile a Crotone: un buon annuncio, non ancora una soluzione Il 4 giugno 2026 il Comune di Crotone ha annunciato un finanziamento regionale di quattro milioni di euro per il progetto "Infrastruttura multimodale urbana, aree attrezzate per una mobilità sostenibile" . Il progetto prevede percorsi ciclopedonali tra la stazione ferroviaria e il terminal bus, due ponti sul fiume Esaro e sul torrente Papaniciaro, postazioni di bike sharing e nuove rastrelliere. L'obiettivo dichiarato è incentivare l'uso di mezzi alternativi all'auto privata. È un passo nella direzione giusta. Ma chi studia le politiche di mobilità urbana sa che la direzione, da sola, non basta. Occorre anche la velocità, la coerenza e soprattutto la logica di sistema. E su questi tre fronti...

Quattro morti ad Amendolara, un arresto a Modena. Lo stesso crimine racconta due Italie

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Il 23 febbraio 2026 la Guardia di Finanza arresta nelle campagne di Modena un caporale pakistano. Aveva reclutato otto connazionali, li aveva fatti lavorare sette giorni su sette a cinque euro l'ora, li aveva alloggiati in un capannone fatiscente. Otto vittime. Un arresto. Nessun morto. Il 1° giugno 2026, sulla Statale 106 Jonica ad Amendolara, quattro braccianti — tre afghani e un pakistano — vengono bruciati vivi in un minivan da due caporali pakistani. Il movente: avevano chiesto contratti regolari. Un solo sopravvissuto. Quattro morti. Stessa comunità di origine. Stesso settore. Stesso schema criminale. Stesso anno. Esiti opposti. Non è una coincidenza da cronaca nera: è un esperimento naturale che la realtà ha prodotto senza pianificarlo, e che ci dice qualcosa di molto preciso sul rapporto tra immigrazione, sfruttamento e territorio. La domanda giusta La domanda sbagliata è: perché i pakistani fanno questo? La risposta non sta nella nazionalità, nella cultur...

Vino, Verità e Territorio: Cantine Zito e il Lungo Cammino del Cirò

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Tradizione, resilienza e identità territoriale: Cantine Zito di Cirò Marina come caso empirico di sviluppo rurale nel Mezzogiorno contemporaneo Introduzione: Un'Impresa, Una Comunità, Una Storia Nel panorama della sociologia rurale del Mezzogiorno, alcune imprese agricole assumono una valenza che trascende la loro dimensione economica. Cantine Zito di Cirò Marina è una di queste. Con oltre 150 anni di storia, 100 ettari di vigneto, 800.000 bottiglie prodotte annualmente e quattro generazioni di conduzione familiare, rappresenta uno dei soggetti più longevi e strutturati del vitivinicolo calabrese. Ma è soprattutto la complessità della sua vicenda — produttiva, identitaria, giudiziaria — a renderla un caso di straordinario interesse sociologico. Questa relazione propone una lettura di Cantine Zito attraverso le categorie della sociologia rurale, articolata attorno a quattro dimensioni analitiche: il radicamento territoriale come risorsa identitaria, il ruolo dell'i...